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Tre utenti condividono una rete QKD attraverso un hub passivo a circolatori ottici

I ricercatori hanno dimostrato la distribuzione quantistica di chiavi tra ciascuna coppia di tre utenti attraverso un hub passivo a circolatori ottici. I collegamenti in fibra misuravano da 20 a 25 chilometri e tutte e tre le coppie hanno o

Tre utenti condividono una rete QKD attraverso un hub passivo a circolatori ottici

Quantum.world Team · Scritto con l’IA · verificato ·

«Tutti i collegamenti hanno registrato bassi valori di QBER e prodotto chiavi segrete di lunghezza positiva.»

Youn-Chang Jeong et al., “Quantum key distribution over a three-user fiber network with passive optical circulator,” Scientific Reports

Un hub passivo collega Alice, Bob e Charlie

Una rete di distribuzione quantistica di chiavi a tre utenti può consentire lo scambio di chiavi tra qualsiasi coppia di utenti senza uno switch ottico attivo né un intermediario fidato, secondo uno studio pubblicato su Scientific Reports il 23 ottobre 2026. Youn-Chang Jeong e colleghi hanno costruito la rete attorno a un hub centrale formato da circolatori ottici a tre porte. Gli utenti, chiamati Alice, Bob e Charlie, si collegano all’hub tramite fibra standard per telecomunicazioni.

Ogni utente dispone di un ricetrasmettitore bidirezionale identico. Il progetto condivide un unico interferometro asimmetrico tra i percorsi di codifica e decodifica del nodo, riducendo la duplicazione dei componenti ottici. Anziché instradare il traffico con uno switch controllato attivamente, la configurazione passiva dei circolatori consente lo scambio di chiavi tra ciascuna delle tre coppie di utenti.

Le tratte in fibra tra utenti raggiungono i 25 chilometri

I singoli collegamenti in fibra tra un utente e l’hub centrale misuravano da 10 a 15 chilometri, per distanze effettive tra utenti di 20-25 chilometri. La distinzione è importante: il percorso più lungo riportato tra due utenti non è una singola fibra di 25 chilometri che li collega direttamente, ma un percorso che passa per il nodo centrale.

Il gruppo ha usato BB84 con due stati esca, un impulso debole e uno stato di vuoto, per generare le chiavi. Per ciascuna coppia ha elaborato un blocco di un milione di bit selezionati, con un parametro di sicurezza componibile di circa 10−8. Secondo l’articolo, tutti e tre i collegamenti hanno prodotto chiavi segrete di lunghezza positiva.

Cascade ha prodotto chiavi più lunghe di Winnow

I ricercatori hanno confrontato le lunghezze stimate delle chiavi con i risultati di due metodi sperimentali di post-elaborazione classica, Winnow e Cascade. Entrambi i metodi conciliano le differenze tra le chiavi selezionate degli utenti prima che l’amplificazione della privacy riduca le informazioni che potrebbero essere trapelate. Cascade ha prodotto sistematicamente chiavi finali più lunghe, un risultato che gli autori attribuiscono alla sua maggiore efficienza nella riconciliazione.

Il confronto dà al risultato più sostanza di una semplice dimostrazione di connettività ottica: la rete ha prodotto chiavi finali dopo la post-elaborazione su ogni collegamento tra coppie di utenti. Ma il risultato riportato nell’articolo si limita a un sistema a tre utenti e a tratte effettive fino a 25 chilometri. Non dimostra come si comporti l’architettura con un numero maggiore di utenti o su percorsi più lunghi.

La condivisione delle risorse comporta un vincolo legato all’interferometro

La condivisione di un interferometro riduce la duplicazione delle risorse ottiche in ciascun nodo, ma l’architettura resta una configurazione specifica di ricetrasmettitori e collegamenti in fibra, non uno switch di rete per uso generale. I risultati riportati mostrano la generazione di chiavi tra coppie di utenti senza commutazione attiva nell’hub; non dimostrano che l’aggiunta di utenti o l’aumento della distanza lascino invariate le prestazioni.

Lo studio mette quindi alla prova un preciso compromesso progettuale: instradamento passivo e componenti ottici condivisi nei nodi di una rete compatta a tre utenti, valutati sia mediante stime teoriche sia attraverso chiavi estratte sperimentalmente. Il risultato misurato più chiaro è che Alice, Bob e Charlie hanno ciascuno stabilito chiavi segrete di lunghezza positiva con entrambi gli altri, usando percorsi in fibra tra utenti non più lunghi di 25 chilometri.

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