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Telefónica e IQM installeranno il primo computer quantistico di Madrid

Telefónica e IQM prevedono di installare un computer quantistico IQM Spark presso la Universidad Politécnica de Madrid entro la fine del 2026. Il sistema, ospitato in loco, è pensato per offrire a ricercatori, studenti, ospedali e startup d

Telefónica e IQM installeranno il primo computer quantistico di Madrid

Quantum.world Team · Scritto con l’IA · verificato ·

La Universidad Politécnica de Madrid ospiterà il primo computer quantistico della Comunità di Madrid: Telefónica e IQM puntano a installarlo entro la fine del 2026. La macchina, un IQM Spark, è pensata per offrire a ricercatori e studenti locali accesso diretto all’hardware quantistico, senza dover fare affidamento soltanto su sistemi remoti.

IQM Spark arriverà alla UPM

I partner hanno annunciato il progetto il 23 ottobre. Descrivono Spark come un sistema integrato progettato per la ricerca, la formazione e lo sviluppo nelle fasi iniziali. Università, ospedali, centri di ricerca e startup di tutta la regione sono tra i soggetti che dovrebbero utilizzarlo per sviluppare e testare algoritmi quantistici.

L’annuncio non spiega come le istituzioni potranno ottenere l’accesso né se gli utenti dovranno pagare per il tempo di utilizzo della macchina. Non indica neppure il numero di qubit, il prezzo o un calendario di installazione, al di là dell’impegno a installare il sistema prima del 2027. Queste omissioni lasciano poco chiara la portata concreta del progetto, benché la platea di utenti prevista si estenda ben oltre l’università che ospiterà la macchina.

Un terzo sistema nella collaborazione tra Telefónica e IQM

Il computer di Madrid sarà il terzo sistema installato in Spagna nell’ambito della collaborazione tra le due aziende. Secondo i partner, due sistemi precedenti sono stati destinati al Galician Supercomputing Centre, noto come CESGA. La nuova installazione porta l’hardware frutto della collaborazione a un’altra comunità regionale di ricerca, con la UPM come sede fisica.

Jan Goetz, CEO e cofondatore di IQM Quantum Computers, ha dichiarato che l’installazione locale mira a sviluppare competenze nel tempo. «Investendo in un proprio computer quantistico, la Comunità di Madrid sta creando un’infrastruttura che consentirà ai suoi ricercatori, studenti e settori industriali di accrescere le proprie capacità nel lungo periodo», ha detto. Jan Goetz, CEO e cofondatore di IQM Quantum Computers

Dall’accesso all’hardware all’impiego nell’industria

Telefónica presenta l’installazione come parte di un più ampio impegno regionale nel campo della tecnologia quantistica, che comprende attività sulle comunicazioni e sulla protezione dei dati sensibili. Il computer è destinato alla ricerca e allo sviluppo nelle fasi iniziali, non a una specifica applicazione commerciale. Le aziende affermano che l’obiettivo è aiutare le organizzazioni a esplorare casi d’uso che potrebbero essere utili ai settori industriali della Comunità di Madrid.

La distinzione è importante: collocare un computer quantistico in un campus dà accesso fisico all’apparecchiatura, ma non dimostra che una determinata applicazione supererà la computazione classica in termini di prestazioni o arriverà a un impiego abituale. L’annuncio non indica i primi progetti di ricerca né i partner industriali. Resta inoltre da chiarire come sarà condiviso l’accesso tra gli utenti esterni alla UPM e quale supporto riceveranno.

Le questioni aperte sono pratiche

Per ora, gli impegni più chiari riguardano l’istituzione che ospiterà la macchina, il sistema IQM Spark e la data prevista: prima della fine del 2026. L’annuncio non specifica il numero di qubit della macchina, il suo costo o le regole per assegnare l’accesso. Questi dettagli aiuteranno a capire in che misura l’accesso regionale previsto sarà disponibile per ospedali, startup e ricercatori al di fuori della UPM.

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