The Signal
Un’analisi di Rosetta rileva ritardi fino a tre anni nelle roadmap quantistiche
Rosetta Quantum ha confrontato nove impegni con una scadenza precisa assunti da sette aziende quantistiche con le loro più recenti dichiarazioni pubbliche. Quattro obiettivi sono stati rinviati, tra cui il sistema da 1.000 qubit di Rigetti,

Quantum.world Team · Scritto con l’IA · verificato ·
L’obiettivo di Rigetti per il 2024 slitta al 2027
Le aziende quantistiche hanno fissato date di consegna ambiziose; una nuova analisi rileva che alcune di queste scadenze sono slittate di anni, mentre altre sono rimaste invariate o sono state anticipate. In una valutazione datata 29 ottobre, Rosetta Quantum ha confrontato nove impegni con una scadenza precisa, assunti da sette organizzazioni, con la più recente dichiarazione pubblica di ciascuna azienda sullo stesso traguardo. Quattro impegni sono stati rinviati da 12 a 36 mesi, uno è stato anticipato di un anno e due sono stati rispettati nei tempi previsti. Due obiettivi relativi alla tolleranza agli errori non possono ancora essere valutati perché le rispettive scadenze cadono nel 2029.
Il ritardo più lungo rilevato riguarda il sistema da 1.000 qubit di Rigetti. La roadmap dell’azienda dell’ottobre 2021 lo collocava nel 2024; successive dichiarazioni pubbliche hanno spostato l’obiettivo alla fine del 2025 e poi al 2027. Rosetta calcola uno slittamento di 36 mesi rispetto alla data iniziale. L’obiettivo dell’azienda di raggiungere 4.000 qubit, fissato un tempo per il 2026, è stato rinviato al 2027 o a una data successiva e nell’ultima dichiarazione esaminata dall’analisi non aveva più una scadenza.
La tempistica di PsiQuantum a Brisbane richiede una precisazione sulla fonte
PsiQuantum aveva fissato un obiettivo per la fine del 2027 per il suo sito di Brisbane, in relazione a un annuncio di finanziamento del 2024. Nel dicembre 2025, la stampa australiana riferiva che la costruzione era in ritardo di circa un anno e che i tempi per raggiungere una scala utile erano più vicini al 2030. Rosetta considera questo uno slittamento di circa 24 mesi, ma sottolinea che la data rivista proviene da articoli di stampa, non da un documento ufficiale di PsiQuantum.
Anche Nord Quantique ha due tempistiche pubbliche che non coincidono perfettamente. La sua roadmap punta a 100 qubit logici entro il 2028, mentre le dichiarazioni alla stampa dell’azienda descrivono un percorso verso una macchina con più di 100 qubit logici entro il 2029. Rosetta registra uno scarto di 12 mesi tra queste dichiarazioni, segnalando che l’azienda non le ha riconciliate.
IBM e Quantinuum offrono esempi contrari
L’analisi non considera ogni previsione come un obiettivo mancato. IBM ha rispettato le scadenze delle prime tappe della sua roadmap dei processori, culminate con Condor da 1.121 qubit, annunciato nel dicembre 2023. Anche i primi traguardi del suo successivo piano per la tolleranza agli errori sono stati raggiunti nel 2025: a novembre di quell’anno IBM ha annunciato il chip di test Loon e Nighthawk da 120 qubit.
L’obiettivo pubblico di Quantinuum si è mosso nella direzione opposta. Una roadmap del settembre 2024 fissava al 2030 la computazione quantistica universale e pienamente tollerante agli errori; il successivo obiettivo Apollo è per il 2029. Rosetta lo considera un anticipo di 12 mesi, non un traguardo già raggiunto: la data non potrà essere verificata prima del 2029.
Il risultato di IonQ dipende dalla metrica adottata
La roadmap di IonQ prevedeva un ampio vantaggio quantistico entro il 2025 e, secondo quanto riportato, il suo sistema Tempo aveva raggiunto AQ 64 nel settembre di quell’anno. Rosetta considera l’impegno rispettato nei tempi previsti solo in base alla metrica di IonQ. L’analisi afferma che AQ è definita e comunicata dall’azienda e che nessuna parte neutrale ha stabilito se il traguardo equivalga a un ampio vantaggio quantistico.
Questa distinzione incide sui dati principali dell’analisi. Rosetta conta solo le coppie di documenti datati a entrambi gli estremi, che comprendono un impegno con una scadenza precisa e una successiva dichiarazione o consegna. Non assegna un ritardo numerico quando un traguardo perde la sua scadenza e afferma che le dichiarazioni pubbliche non permettono di stabilire cosa stia accadendo all’interno del programma ingegneristico di un’azienda.
Gli obiettivi per il 2029 sono ancora da raggiungere
Rosetta descrive i suoi nove confronti come un campione, non come un censimento. Le roadmap senza scadenze non possono essere valutate, quindi gli slittamenti misurati non stabiliscono un tasso valido per l’intero settore; il rapporto afferma che le date mancanti potrebbero nascondere ritardi. L’obiettivo di Google per il 2029, una macchina utile con correzione degli errori, resta non valutato nell’analisi perché Rosetta non ha trovato alcuna revisione pubblica, il che non dimostra che il calendario interno sia rispettato.
Diversi obiettivi di rilievo relativi alla tolleranza agli errori puntano ora al 2029, tra cui Starling di IBM e Apollo di Quantinuum. Rosetta afferma che questi impegni potranno essere verificati solo quando arriveranno le rispettive scadenze e prevede di utilizzare la credibilità delle roadmap nell’aggiornamento, previsto per aprile 2027, di una stima preregistrata del Q-Day. Fino ad allora, il maggiore slittamento quantificato dall’analisi riguarda il sistema da 1.000 qubit di Rigetti: dal 2024 al 2027.