Vai al contenuto
Quantum.world

The Signal

Il NIST completa le linee guida per la migrazione alla crittografia post-quantistica e fissa il termine al 2035

La versione definitiva del rapporto IR 8547 del NIST stabilisce un calendario per la transizione dalla crittografia a chiave pubblica vulnerabile ai computer quantistici, mentre le norme federali impongono ai sistemi prioritari di completar

Il NIST completa le linee guida per la migrazione alla crittografia post-quantistica e fissa il termine al 2035

Quantum.world Team · Scritto con l’IA · verificato ·

Due calendari per la transizione post-quantistica

Le linee guida definitive del NIST per la migrazione fissano il 2035 come termine dopo il quale la crittografia a chiave pubblica vulnerabile ai computer quantistici non sarà più consentita dagli standard e dalle linee guida del NIST. Per i sistemi federali classificati come di alto valore, ad alto impatto o comunque altamente sensibili sono previsti obiettivi anticipati: adozione di metodi post-quantistici per lo scambio di chiavi entro il 31 dicembre 2030 e per le firme digitali entro il 31 dicembre 2031. Le date hanno scopi diversi: il calendario del NIST riguarda gli standard, mentre le direttive federali fissano obiettivi anticipati per i sistemi prioritari.

Pubblicato il 27 ottobre 2026, il NIST Internal Report 8547, Transition to Post-Quantum Cryptography Standards, sostituisce una prima bozza pubblica diffusa nel novembre 2024. Il rapporto descrive l’approccio del NIST al passaggio dagli algoritmi crittografici vulnerabili ai computer quantistici a firme digitali e schemi di scambio di chiavi post-quantistici. Sostiene inoltre l’Executive Order 14412 e l’Office of Management and Budget Memorandum M-26-15. Il memorandum dell’OMB non si applica ai sistemi di sicurezza nazionale.

Gli standard fissano il calendario generale

Secondo IR 8547, il NIST inizierà a dismettere la crittografia a chiave pubblica vulnerabile ai computer quantistici dopo il 2030 e ne vieterà l’uso nell’ambito dei propri standard e delle proprie linee guida dopo il 2035. Il calendario comprende famiglie di firme digitali a chiave pubblica come RSA, ECDSA ed EdDSA, e schemi di scambio di chiavi tra cui Diffie-Hellman e MQV su campi finiti e curve ellittiche, oltre a schemi basati su RSA. Le organizzazioni potranno continuare a usare questi algoritmi durante la migrazione, ma i sistemi federali prioritari dovranno rispettare le scadenze anticipate.

Il rapporto indica ML-KEM, ML-DSA e SLH-DSA, specificati negli standard FIPS 203, 204 e 205, come standard post-quantistici. ML-KEM è attualmente l’unico schema post-quantistico approvato per lo scambio di chiavi basato sulla crittografia a chiave pubblica. Il NIST raccomanda ML-KEM-768 come insieme predefinito di parametri, affermando che offre un ampio margine di sicurezza a un costo ragionevole in termini di prestazioni. Si possono usare altri insiemi di parametri quando questa opzione non è praticabile o è necessario un livello di sicurezza più elevato.

Il NIST ha selezionato HQC come alternativa a ML-KEM e afferma che è in fase di sviluppo uno standard FIPS che specificherà HQC-KEM. Dopo la pubblicazione, anche HQC sarà uno schema post-quantistico approvato per lo scambio di chiavi. Secondo il rapporto, il NIST non prevede attualmente di selezionare altri KEM da standardizzare.

Applicazioni e approcci ibridi

La transizione comporta più della semplice sostituzione degli algoritmi. Il NIST afferma che rivedrà gli standard e le linee guida specifici per le applicazioni, che potrebbero richiedere transizioni anticipate rispetto alla data generale del 2035, dopo la quale l’uso non sarà più consentito. Prevede di dare priorità allo scambio di chiavi resistente ai computer quantistici nei protocolli interattivi come Transport Layer Security e Internet Key Exchange, per affrontare il rischio che dati cifrati vengano raccolti oggi e decifrati in seguito.

Il rapporto esamina anche approcci ibridi che combinano algoritmi resistenti e vulnerabili ai computer quantistici, oppure più algoritmi post-quantistici. Secondo il NIST, questi metodi possono offrire una tutela contro eventuali difetti dei singoli algoritmi e risultare utili nei settori in cui i requisiti impongono ancora l’uso di metodi precedenti. Possono anche aumentare la complessità dell’implementazione, i rischi per la sicurezza e i costi; quando vengono usati, in genere si prevede che siano temporanei.

«Storicamente, il percorso dalla standardizzazione degli algoritmi alla loro piena integrazione nei sistemi informativi può richiedere dai 10 ai 20 anni».

Scrivono gli autori del rapporto, Dustin Moody, Ray Perlner, Andrew Regenscheid, Angela Robinson e David Cooper del NIST

Gli obiettivi federali anticipano le scadenze

In base all’ordine esecutivo e al memorandum dell’OMB, le agenzie federali devono dare priorità alle risorse di alto valore, ai sistemi ad alto impatto e agli altri sistemi che trattano dati altamente sensibili o sono particolarmente esposti agli attacchi dei computer quantistici. L’ordine esecutivo fissa al 31 dicembre 2030 la scadenza per lo scambio di chiavi post-quantistico e al 31 dicembre 2031 quella per le firme digitali nelle risorse di alto valore e nei sistemi ad alto impatto. Il memorandum dell’OMB chiede alle agenzie di mitigare il rischio quantistico nella massima misura possibile entro la fine del 2030 e di dare priorità a quei sistemi sensibili nei piani di migrazione. Esclude i sistemi di sicurezza nazionale.

Per le organizzazioni non soggette a questi requisiti federali, IR 8547 fornisce un calendario relativo agli standard, non una scadenza legale universale. Il NIST afferma che i tempi della migrazione varieranno a seconda dell’applicazione e del rischio e che i sistemi che proteggono dati da mantenere riservati a lungo termine richiedono attenzione anticipata. Il rapporto chiede inoltre di individuare i sistemi che non possono supportare la crittografia post-quantistica, così da dare priorità alla loro sostituzione o dismissione.

Fonti

Esplora

Altri articoli