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Le aziende quantistiche israeliane hanno raccolto quasi 500 milioni di dollari nel 2025
Le aziende israeliane attive nelle tecnologie quantistiche hanno raccolto quasi 500 milioni di dollari di investimenti privati nel 2025, circa il 9% del totale mondiale, secondo un rapporto pubblicato dalla Israel Innovation Authority e da

Quantum.world Team · Scritto con l’IA · verificato ·
Nel 2025 le aziende israeliane attive nelle tecnologie quantistiche hanno attirato quasi 500 milioni di dollari, pari a circa il 9% degli investimenti privati mondiali nel settore, secondo un rapporto pubblicato il 26 ottobre dalla Israel Innovation Authority e da C4IR Israel. Il rapporto colloca Israele al quarto posto nel mondo per investimenti privati nelle tecnologie quantistiche, dopo Stati Uniti, Regno Unito e Canada. Secondo il documento, il settore ha raccolto complessivamente più di 1 miliardo di dollari.
500 milioni di dollari e il quarto posto per finanziamenti privati
Le cifre del rapporto mostrano un netto aumento dell’attività: le aziende israeliane attive nelle tecnologie quantistiche hanno raccolto quasi 500 milioni di dollari nel solo 2025. Secondo il rapporto, la cifra rappresenta circa il 15% degli investimenti privati mondiali se si escludono gli Stati Uniti. I dati riguardano le tecnologie quantistiche in senso ampio, non soltanto l’hardware per la computazione quantistica.
Zachi Schnarch, amministratore delegato ad interim e responsabile della Divisione tecnologica della Israel Innovation Authority, ha inquadrato così la scelta politica relativa agli investimenti: «In un mondo in cui i paesi investono somme ingenti nelle tecnologie quantistiche, la domanda per Israele non è semplicemente quanto investire, ma dove investire e quali vantaggi competitivi costruire». Il rapporto raccomanda di concentrarsi sulle capacità che considera punti di forza strategici, facendo affidamento su partnership internazionali per le tecnologie che Israele non sviluppa al proprio interno.
Più di 20 aziende, circa 1.000 addetti
Il rapporto ricostruisce la crescita del settore, passato da circa cinque aziende e 50 addetti nel 2019 a più di 20 aziende attive e circa 1.000 addetti entro il 2025. Nello stesso periodo, le aziende della computazione quantistica sono passate da una a più di 10. La base più ampia di aziende comprende computazione, sensoristica, comunicazioni, cybersicurezza, software e sistemi di controllo.
Le aziende israeliane stanno seguendo diversi approcci hardware, tra cui sistemi superconduttivi, ioni intrappolati, fotonica, atomi neutri, calcolo ottico e dispositivi basati sul diamante. Secondo il rapporto, questa varietà offre diverse opzioni al settore, mentre nessuna architettura di computazione quantistica si è ancora affermata come dominante. Il documento indica inoltre software, controllo dei processori e orchestrazione come ambiti in cui le imprese israeliane possono contribuire a diversi tipi di hardware.
La prima iniziativa ha realizzato infrastrutture condivise
La prima National Quantum Initiative israeliana è iniziata nel 2019 ed è proseguita fino al 2025. Il rapporto indica una dotazione prevista di circa 413 milioni di dollari e stima una spesa di circa 409 milioni di dollari includendo la compartecipazione ai costi prevista da parte dell’industria e del mondo accademico; precisa che la spesa effettiva potrebbe essere più alta una volta conteggiati i dati completi del 2025. L’iniziativa ha sostenuto laboratori di ricerca, attività accademiche e infrastrutture nazionali, tra cui l’Israeli Quantum Computing Center.
Il centro offre accesso a più piattaforme di computazione quantistica per testare algoritmi, svolgere benchmark e formare il personale. Il rapporto presenta le strutture condivise come un modo per consentire a ricercatori e aziende di utilizzare apparecchiature costose senza che ciascuno debba costruire le proprie. Attribuisce inoltre alla rete già esistente in Israele di uffici universitari per il trasferimento tecnologico, investitori di venture capital e programmi pubblici di ricerca un ruolo nel favorire la trasformazione della ricerca in nuove aziende.
L’adozione commerciale è la prossima prova
Secondo il rapporto, i primi segnali di domanda sono visibili nella difesa, nell’aerospazio e nelle comunicazioni sicure, ma l’adozione è ancora meno sviluppata nella finanza, nella sanità, nell’energia, nella logistica e nella manifattura. Il documento chiede più progetti pilota con l’industria e casi d’uso convalidati, insieme a formazione e legami più solidi tra le aziende quantistiche e i potenziali utilizzatori. La nota metodologica dello stesso rapporto precisa che il documento si basa su fonti pubbliche, dati istituzionali e contributi selezionati di esperti, ed è inteso come caso di studio, non come valutazione esaustiva.
Una seconda fase proposta della National Quantum Initiative, relativa al periodo 2027–2031, amplierebbe la cooperazione internazionale, rafforzerebbe infrastrutture e filiere nella fotonica, nella criogenia e nella fabbricazione e darebbe priorità al software e agli algoritmi quantistici. Prevede inoltre più formazione dottorale e sviluppo delle competenze della forza lavoro. Resta da vedere quanto rapidamente i settori che il rapporto indica come in ritardo — soprattutto finanza, sanità, energia, logistica e manifattura — passeranno da un’adozione limitata a progetti pilota concreti.