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IQM mette in entanglement tutti i 54 qubit del suo processore Emerald
IQM afferma che il suo computer quantistico Emerald, accessibile via cloud, ha preparato uno stato di Greenberger–Horne–Zeilinger su tutti i 54 qubit contemporaneamente. L’azienda riporta una fedeltà di 0,516 con mitigazione degli errori di

Quantum.world Team · Scritto con l’IA · verificato ·
L’intero chip Emerald entra in un unico stato di entanglement
Il 29 ottobre IQM Quantum Computers ha dichiarato di aver messo in entanglement contemporaneamente tutti i 54 qubit del suo processore Emerald, accessibile via cloud. L’azienda ha utilizzato uno stato di Greenberger–Horne–Zeilinger (GHZ), un benchmark standard in cui le correlazioni quantistiche si estendono all’intero gruppo di qubit.
IQM ha riportato una fedeltà di 0,516 per il risultato a 54 qubit, superiore alla soglia di 0,500 che identifica come il confine oltre il quale si ha entanglement genuino. Questo valore riferito all’intero chip include la mitigazione degli errori di lettura (REM), una correzione applicata ai risultati delle misurazioni. L’azienda ha riportato anche una fedeltà di 0,515 a 40 qubit senza REM, quindi i due valori non consentono un confronto diretto delle prestazioni con e senza tale correzione.
L’annuncio segna un cambiamento rispetto a quanto, secondo IQM, gli utenti potevano ottenere in precedenza su Emerald: circa 30 qubit in una dimostrazione comparabile all’interno di un singolo algoritmo. L’azienda afferma che i clienti cloud possono ora accedere alle prestazioni dell’intero chip. Una dimostrazione di uno stato GHZ attesta l’entanglement sull’intero processore; da sola, non dimostra che il sistema superi i computer classici in un’applicazione utile.
Una procedura automatizzata sceglie i gate e i tempi
IQM attribuisce il risultato a una procedura automatizzata di preparazione dello stato che seleziona qubit e gate a due qubit, bilanciando la fedeltà dei gate con il tempo di inattività. L’ordine delle operazioni è importante perché i qubit possono perdere informazioni quantistiche utili mentre attendono l’esecuzione di altri gate. La procedura punta a ridurre tale tempo di inattività durante la costruzione dello stato GHZ.
«Mettere in entanglement l’intero chip significa che ogni qubit e ogni connessione tra i qubit devono funzionare correttamente nello stesso circuito. Per riuscirci è stato fondamentale preparare lo stato stesso in modo più intelligente, scegliendo l’ordine dei gate in modo da ridurre al minimo il tempo di inattività», ha dichiarato Craig Ciesla, direttore tecnologico di IQM Quantum Computers.
L’azienda afferma che il lavoro si basa anche su circa un anno di modifiche all’hardware e alla calibrazione, tra cui una metodologia di calibrazione aggiornata, un set di gate migliorato, il disaccoppiamento dinamico e la selezione dei qubit. Secondo IQM, questi miglioramenti hanno ridotto fino al 50% i tassi di errore delle operazioni quantistiche sul processore. Il comunicato non specifica il valore di riferimento né le condizioni di misurazione alla base di tale riduzione massima.
Il valore di fedeltà va letto nel contesto della misurazione
IQM descrive il risultato come uno dei migliori riportati per un computer quantistico disponibile sul mercato, ma il suo annuncio non indica un insieme di sistemi con cui effettuare un confronto né presenta un benchmark diretto. Il valore di 0,516 riportato va quindi interpretato nel contesto fornito dall’azienda: una misurazione di uno stato GHZ a 54 qubit con REM, superiore alla soglia di entanglement indicata.
La distinzione è importante perché un test di entanglement esteso all’intero processore risponde a una domanda più circoscritta rispetto a un benchmark di calcolo generico. Mostra che i metodi di calibrazione e preparazione dello stato di IQM possono portare tutti i 54 qubit in un unico stato di entanglement nelle condizioni riportate; non stabilisce la fedeltà di ogni circuito o carico di lavoro che gli utenti potrebbero eseguire.
Gli utenti cloud hanno accesso all’esecuzione a 54 qubit
IQM afferma che i clienti cloud possono utilizzare le stesse prestazioni dell’intero chip dimostrate dal risultato. Il comunicato colloca la procedura automatizzata accanto al lavoro dell’azienda sulla calibrazione agentica guidata dall’intelligenza artificiale, parte di uno sforzo più ampio per automatizzare la regolazione dei sistemi quantistici.
Per Emerald, il dato principale è quello di 54 qubit che operano insieme in una dimostrazione di uno stato GHZ, con una fedeltà riportata di 0,516 dopo la mitigazione degli errori di lettura. Il comunicato di IQM indica esplicitamente questa condizione di misurazione; il risultato riportato a 40 qubit, invece, è di 0,515 senza REM.